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Need for Speed Carbon

Video Games - Recensioni

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Marzo 2010 01:34 Venerdì 05 Marzo 2010 00:07

Playstation2

Anche quest'anno arriva un nuovo Need for Speed, con qualche novità ed un parco auto tutto rinnovato. Pronti a sgommare per le strade di una nuova ed affollata città?
30 dicembre 2006

Come ormai EA ci ha abituato, eccoci ancora una volta all’appuntamento annuale con la serie Need for Speed, che ancora una volta fa il suo debutto su tutte le console disponibili sul mercato, compresa l’ ormai anziana PS2 che, nonostante PS3 sia alle porte, ha ancora tanto anzi tantissimo da dire.
La tradizione nata con l’ormai vetusto Underground ha letteralmente rilanciato la serie di corse illegali più famosa del panorama videoludico, che aveva subito un temporaneo stallo, diventando così un punto di riferimento per questo genere di giochi.
Ecco che quindi dopo i due Underground e Most Wonted, arriva Carbon che sembra voler fondere quanto di buono avevano i precedenti. Il risultato è tutto da scoprire, ma sarà realmente riuscito?

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Scaldiamo i motori!

Una trama in un racing game? Si esatto! Come ormai succeda dagli ultimi episodio a questa parte, anche questo Carbon presenta una trama, per dare un certo filo logico alle varie scorribande automobilistiche in cui ci troveremo coinvolti. In questo episodio, durante la modalità carriera, vestiremo i panni di un giovane ragazzo che dopo essere fuggito dalla sua città, Palmot City, vi ritorna trovandola in condizioni terribili: la città è in una vera e propria guerra tra bande automobilistiche, che si contendono il dominio del territorio grazie a delle frenetiche gare che si svolgeranno oltre che sulle strade cittadine, anche nei canyon. 
Il nostro compito neanche a dirlo sarà di conquistare mano a mano tutte le zone della città, cosi da diventare noi i veri re della strada. Non mancherà, come nei precedenti episodi, anche una bella modella che ci accompagnerà nelle nostre scorribande: si tratta della affascinante Emanuella Vaugier, che nella trama globale ricopre un ruolo molto importante. Niente di incredibile a livello narrativo quindi, ma è sempre piacevole vedere che si cerchi di arricchire un prodotto sotto punti di vista che non sono propriamente del genere di appartenenza. 

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Tante modalità per tutti i gusti

Parlando invece della varie modalità, c’e ne troveremo di fronte tre principali che si differenziano in Carriera, Serie Sfide ed infine Gara Veloce. 
Carriera è in pratica la modalità più vasta ed importante delle tre, la quale sarà accompagnata come gia detto da una trama che verrà introdotta da un breve filmato in computer grafica che proseguirà attraverso un rapido tutorial che servirà ad apprendere le regole base di Carbon. Una volta terminato comunque, dovremo selezionare una macchina come in ogni episodio, dopodichè potremo lanciarci a tutta velocità nelle folli gare proposte, che spaziano dalle normali gare in circuito, alle nuovissime gare nei canyon.
Le gare a circuito hanno come obbiettivo arrivare primi al traguardo, sbizzarrendoci e scegliendo lo stile di guida che ci si addice maggiormente, nonché utilizzando le varie scorciatoie messe a nostra disposizione. 
Le gare autovelox ci vedranno impegnati invece nel raggiungere la massima velocità in determinati punti di un circuito. Le varie misurazioni di velocità, verranno sommate tra loro così da ottenere un numero che servirà a decretare il vincitore. In queste gare gioca quindi un ruolo importantissimo il saper utilizzare nel migliore dei modi il Nos per poter raggiungere la massima velocità.
Le gare sprint invece, vedranno coinvolti noi ed un'altra macchina di una banda avversaria, lo scopo è quello di arrivare per primi in un determinato punto della vasta città, ma il bello è che saremo noi a decidere quale. Potremo quindi decidere un traguardo vicino e quindi far durare la gara poco tempo, come uno lontano, per esempio dall’altro capo della città, per far durare la gara molto più a lungo.
Fanno un gradito ritorno le gare di sgommata o in inglese “drift”, assenti nel capitolo precedente. Esse si divideranno in due tipologie: la prima ci permetterà di gareggiare all’interno di un circuito, e dovremo effettuare le sgommate soltanto in determinate aree di esso per ottenere dei punti; la seconda invece ci permetterà di gareggiare all’interno di un determinato percorso con un inizio ed una fine, ed ogni sgommata eseguita comporterà l’ottenimento di punti e quindi non avremo zone prestabilite nelle quali eseguirle come invece accade nella prima.
Le gare all’interno dei canyon sono la vera e propria novità di questo episodio. Esse consistono nell’inseguire il nostro avversario e cercare di superarlo, restando al primo posto per circa 10 secondi dopodichè toccherà a noi essere inseguiti e quindi cercare di ostacolare l’altro giocatore in ogni modo cosicché non ci sorpassi.

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Nella modalità carriera comunque, potremo esplorare liberamente la mappa cosi da “studiare” per bene le varie vie per ottenere un maggiore vantaggio durante le gare vere e proprie. Dovremo stare attenti però, perché la polizia è in continuo agguato e se commetteremo troppe infrazioni avremo decine e decine di auto che ci inseguiranno. Per venire a capo di questa situazione, dovremo essere scaltri e riuscire ad evitare i vari posti di blocco che la polizia creerà per ostacolarci, nonché utilizzare nel migliore dei modi i nascondigli ed i “Pursuit Breaker” ovvero degli elementi dello scenario che se distrutti possono ostacolare le auto avversarie. 
Una volta terminato l’inseguimento, resteranno i punti priorità che indicheranno una sorta di taglia sulla nostra testa. Maggiore saranno i punti, maggiore sarà il “sospetto” che la polizia avrà nei nostri confronti. Per abbassarlo dovremo modificare l’auto cosicché diventi meno riconoscibile.
Passando alle altre modalità, Serie Sfide consiste nell’affrontare una serie di sfide con diversi livelli di difficoltà le cui modalità ed auto sono impostate dalla CPU. Gara veloce infine ci permette di decidere a nostro piacimento il tipo di gara da effettuare, nonché il numero di giocatori e tutti gli altri dettagli. Inoltre è l’unica modalità che ci permette di giocare in multiplayer perché EA ha ben pensato di non inserire una modalità Online per la versione PS2.
Altro elemento interessante di questo Carbon sono senza dubbio le Card Premio. Queste card sono ottenibili raggiungendo determinati obbiettivi durante la carriera o gara veloce, come per esempio distruggere un certo numero di auto della polizia, vincere un certo numero di gare di un determinato tipo e cosi via. Tutto questo servirà per sbloccare nuove automobili nonché vari pezzi per la macchina ed aerografie.

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Il canto del cigno

Il comparto tecnico è senza dubbio ottimo. Ormai gli sviluppatori hanno raggiunto un’elevata abilità nello sfruttare fino in fondo l’hardware PS2 e questo Carbon ne è la prova. Nonostante qualche incertezza riguardante alcuni dettagli dello scenario, tutto è riprodotto più che bene, come le automobili fedeli alla realtà grazie alle licenze di cui gode il gioco, ma anche la riproduzione della città con le sue mille strade e scorciatoie. Anche i vari effetti non sono male, primo fra tutti l’impianto di illuminazione sempre ben implementato, nonché gli effetti di riflessine delle auto che donano al tutto quell’ effetto altamente spettacolare e cool.
Infine il gioco, anche se soffre di qualche rallentamento dovuto al caricamento della mappa che dura comunque qualche istante, ha una fluidità più che buona nonostante la grande mole di dettagli ed effetti che l’ormai anziana PS2 deve gestire. 
Buono il comparto audio, con una soundtrack come sempre di prim’ordine con brani che spaziano dal Rock, all’Hip Pop al Tecno. Buoni anche i rumori delle varie auto, che sono stati riprodotti in maniera fedele. Da segnalare infine il doppiaccio in italiano, che seppur non faccia gridare al miracolo è tutto sommato piacevole. 
Parlando ora del gameplay, esso è quello classico della serie ormai. Il modello di guida tende prevalentemente all’arcade, quindi non aspettatevi una simulazione fedele alla realtà. Nonostante ciò, il tutto è molto godibile e riesce a dare grandi soddisfazioni durante le gare grazie anche all’introduzione dei compagni di squadra che ci daranno una importantissima mano per sconfiggere gli avversari. Essi si dividono in tre differenti categorie: stopper sono coloro che cercano di bloccare l’avversario durante le gare, gli apripista che ci permetteranno notevoli sprint grazie all’utilizzo della loro scia ed infine gli scout che cercheranno nuove scorciatoie all’interno dei vari percorsi. 
Ah non dimentichiamoci il riuscito bullet time introdotto a partire da Most Wanted, che ci permette di rallentare il tempo per riuscire a uscire dalle situazioni più pericolose. Buono anche il parco macchine, che si divide in tre principali categorie: muscle, modificate e importate. I marchi presenti sono tra i più famosi come Volsvagen, Mazda, Chevrolet, Nissan, Alfa Romeo, Lamborghini, Peugeot e tantissime altre, accontentando i gusti di un po’ tutti in questo modo. 
Infine come non segnalare la classica possibilità di modificare in tutto e per tutto la nostra macchina che è ormai diventata un marchio della serie? Anche in Carbon potremo personalizzare in ogni dettaglio la nostra auto, partendo dalla semplice estetica con aerografie, alettoni, minigonne, cofani e prese d’aria fino alle parti meccaniche come il motore, la frizione, il cambio i freni ed il Nos. 

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Need for speed Carbon è un titolo molto buono per quanto riguarda longevità e aspetto tecnico e riesce a spremere al massimo l’ormai vecchio hardware di PS2. Nonostante ciò alcune scelte discutibili quali la mancanza di una modalità online o la facilità di alcuni frangenti, lo compromettono in maniera più o meno rilevante, rendendolo agli occhi di un esperto del genere forse troppo simile ai precedenti. 
Per chi invece cerca un titolo divertente, e molto longevo, non potrà non apprezzare questo Need for Speed Carbon, che mette a disposizione del giocatore un grande parco auto, molte gare e tantissime modifiche per la propria auto cosi da personalizzarla in ogni minimo dettaglio.

http://www.games.it/

 

I Personaggi più strani presenti nei picchiaduro

Video Games - Recensioni

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Marzo 2010 01:35 Sabato 27 Febbraio 2010 20:16


Nel mondo dei picchiaduro sono tanti i personaggi che hanno affollato i cast dei titoli più o meno noti disponibili sulle console di ogni generazioni. Dai lottatori classici come gli esperti delle arti marziali orientali a metà tra il violento e l’ascetico fino alla procace combattente che mette in risalto le sue forme sono tra i più vari i protagonisti di questo genere. Ma chi sono i lottatori che con minor possibilità avreste mai pensato potessero fare la propria comparsa all’interno di questi giochi? Analizziamo la nostra personale classifica.

5. YOSHIMITSU


Uno dei personaggi più strani ed istrionici che abbiano mai fatto la propria comparsa in un picchiaduro è sicuramente Yoshimitsu. Si tratta di uno dei protagonisti della gloriosa saga di Tekken e finora ha fatto la sua comparsa in ogni gioco della serie modificando sempre un po’ il suo aspetto. Automa del clan Manji, Yoshimitsu è un esperto di ninjitsu e si tratta di un lottatore destinato ai giocatori esperti vista la difficoltà di conoscerne e sfruttarne ogni attacco.

4. VOLDO


Inquietante e spaventoso nell’aspetto, Voldo è uno dei protagonisti della saga di Soul Calibur. Un tempo era umano, ora è una sorta di spirito evocato in difesa della tomba del suo maestro Verci deceduto molto tempo prima. Incapace di vedere e di parlare, e rappresentato come una sorta di violento Edward Mani di Forbice, Voldo effettua i suoi attacchi come una tagliente danza rappresentando uno dei lottatori più letali dell’intera saga.
 

3. BLANKA


Come non poteva rientrare nella classifica una figura emblematica come Blanka, un personaggio spuntata fuori da quel capolavoro che fu vent’anni fa Street Fighter 2. La sua storia è simile a quella di Mowgli, il tenero ragazzino disperso nella giungla in giovanissima età ed allevato dagli animale, soltanto che l’effetto ottenuto è stato completamente diverso e la sua rabbia incontrastate lo rendono un protagonista di tutto rispetto di un picchiaduro simbolo del genere.

 


 

 

2. OTANE


Di diritto quasi in vetta alla classifica per i personaggio più impensabili da vedere in un picchiaduro, troviamo Otane, una simpatica nonnina vista in Power Instinct, un vecchio gioco di circa 15 anni fa. Nonostante la veneranda età riesce a farsi rispettare con degli attacchi tanto letali quanto ironici. Primo fra tutti il lancio della dentiera che utilizza come fireball dei più noti Ryu e Ken di Street Fighter.

1. IL CAST DI SMASH BROS


A nostro avviso al primo posto ci è sembrato giusto inserire l’intero cast del rivoluzionario picchiaduro che prende il titolo di Smash Bros. Da Mario a Zelda passando per Donkey Kong e il protagonista di Star Fox, avrete mai pensato di poter selezionare una quantità di lottatori presi in prestito dai vari platform game e giochi di ruolo che ci hanno tanto entusiasmato? Nel mondo dei videogiochi tutto questo è possibile!

http://www.iovideogioco.com

 

Tekken 6

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Ultimo aggiornamento Sabato 13 Marzo 2010 01:34 Martedì 23 Febbraio 2010 23:45

Ci sono generi di videogiochi che rimangono fatalmente attaccati a convenzioni e modalità pensate per un'altra epoca; i picchiaduro sono l'emblema di questa caratteristica e da anni (se non decenni a seconda della carica drammatica che vogliamo dare al concetto) ci ritroviamo per le mani lo stesso identico gameplay ritoccato sempre e soltanto nelle parti accessorie.
Certo, qualche tentativo di rinfrescare il genere c'è stato; penso agli scenari esplorabili su più livelli di Dead or Alive o all'uso delle armi da taglio in Soul Calibur... ma la sostanza del gameplay è sempre uguale a se stessa.
Un bene o un male? Probabilmente entrambi, visto che i picchiaduro sono anche, probabilmente, il genere più in grado di resistere alla forza usurante del tempo; questo grazie alla semplicità del gameplay, alla possibilità di farne un campo di battaglie infinite tra amici e alle ottime strutture di ricompense che spesso troviamo in questi giochi. La componente online ha poi, recentemente, favorito ulteriormente il genere grazie alle nuove possibilità competitive e alle classifiche online.
D'altronde l'immobilismo crea anche scarsa affluenza di nuovi giocatori poco attratti da gameplay vecchi e scarni; la situazione a lungo andare è, quindi, deleteria per il genere.

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